Fare profitti con mercati al ribasso e al rialzo

Fare profitti con mercati al ribasso e al rialzo

07/12/2016

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Fare utiliIn tutte le situazioni, sia con mercati al ribasso che con quelli al rialzo ci sono enormi opportunità di fare degli ottimi profitti, la chiave di volta del successo in due parole è la flessibilità, vale a dire la capacità di utilizzare strategie e idee in grado di generare profitti nelle condizioni più diverse. Per far questo sono necessarie coerenza di comportamento, disciplina, concentrazione e la capacità di sfruttare da un lato il timore di fare perdite e dall’altra il desiderio di fare profitti. In questo articolo familiarizzeremo con alcuni degli strumenti che possono funzionare sia con trend rialzisti che ribassisti.

Modi per fare utili quando i mercati sono in calo.

Un mercato si definisce ribassista (orso) quando perde nel corso di un anno il 20% rispetto all’anno precedente. Tale calcolo viene effettuato considerando la chiusura più bassa e quella più alta. Generalmente queste situazioni di mercato si verificano durante i periodi di recessione economica o comunque quando prevale il pessimismo. Ma anche in queste situazioni ci sono tutte le opportunità di fare profitti per coloro che sanno quali strumenti utilizzare. A seguire puoi trovare alcuni dei modi per fare utili con mercati al ribasso.




1. Vendere allo scoperto.

La strategia più banale consiste nell’assumere posizioni corte sul mercato spot, altrimenti detto vendere allo scoperto, vale a dire vendere azioni di cui non si è effettivamente in possesso (vengono imprestate a fronte della corresponsione di un tasso di interesse passivo dalla banca / intermediario al titolare del conto) sperando che il valore delle medesime scenda ulteriormente. Se come atteso si verifica un ribasso, sarà poi indispensabile coprire la vendita allo scoperto con un corrispondente acquisto. Per fare un esempio se una qualunque azione viene venduta a 45 euro ed il prezzo in un momento successivo scende a 37, può essere riacquistata facendo un utile di 13 euro per azione.

2. Opzioni put.

Un opzione put conferisce al titolare il diritto ma non l’obbligo di vendere uno strumento finanziario sottostante ad un prezzo che viene stabilito in partenza, chiamato prezzo di esercizio, ad una data precisa. Per approfondire il tema puoi dare un occhiata qui. Se alla data di scadenza dell’opzione il prezzo del sottostante è inferiore a quello di esercizio sarà possibile lucrare la differenza tra i due valori. Va da se che anche durante tutta la vita dell’ opzione sarà possibile capitalizzare eventuali bruschi ribassi o aumenti della volatilità sul mercato in quanto in quanto il suo valore ovviamente aumenterà.

3. ETF corti

. Una posizione corta su un Exchange Traded Fund, detto anche ETF inverso, produce profitti che sono diametralmente opposti all’andamento dell’indice su cui è costruito. Ad esempio un ETF sul Dax guadagnerà circa il 25% nel caso in cui l’indice salga di un importo corrispondente. Ma se l’indice scende ovviamente il discorso si capovolge e permette agli investitori di assumere posizioni ribassiste anche in periodi di crisi.

Alcuni dei modi per fare profitti in mercati rialzisti.

Un mercato rialzista (in fase toro) si verifica quando i prezzi dei titoli aumentano più velocemente della media globale. Questi momenti di mercato sono in genere accompagnati da periodi di crescita economica e da ottimismo tra gli investitori. A seguire sono evidenziati alcuni degli strumenti più appropriati per i periodi di trend rialzista sui mercati azionari e che, come ovvio, sono i corrispettivi di quelli evidenziati in precedenza.

1. Posizioni lunghe.

Una posizione lunga prevede l’acquisto di una azione nella aspettativa che il suo prezzo vada a salire. L’obiettivo generale è quello di acquistare le azioni a un prezzo basso per venderle successivamente a un prezzo maggiore. La differenza rappresenta il profitto.

2. Opzioni Call.

Un’opzione call conferisce al titolare il diritto ma non l’obbligo di acquistare una azione ad un prezzo predefinito e ad una data scadenza prefissata. Se il prezzo delle azioni alla data di scadenza risulterà superiore al prezzo di esercizio della Call il compratore potrà lucrare la differenza tra i due rivendendo immediatamente dopo l’azione al più alto prezzo di mercato. Anche in questo caso ovviamente, anche prima della scadenza sarà possibile capitalizzare eventuali rialzi di mercato rivendendo la call a prezzi più elevati di quelli in acquisto qualora il mercato evidenzi un netto trend rialzista o aumenti in termini di volatilità. Se vuoi approfondire l’argomento puoi farlo qui.

3. L’ETF

L’ ETF come già evidenziato è un fondo strutturato per replicare un benchmark, normalmente un indice. Generalmente i costi di transazione di tali strumenti sono piuttosto contenuti, le spese operative sono basse e spesso non prevedono limiti minimi di capitale in ingresso. Essendo strumenti pensati per replicare la performance dell’indice e avendo spese contenute offrono una valida opportunità ai trader con aspettative rialziste.




Come individuare i mercati rialzisti e quelli ribassisti.

Da sempre i mercati si muovono a cicli, questo significa che tutti gli investitori sperimenteranno entrambi gli scenari nel corso della vita. La chiave di tutto, come è possibile facilmente immaginare, per riuscire a trarre profitto in entrambi i tipi di mercato è la capacità di individuare quando i mercati sono arrivati a un massimo o quando stanno per toccare un minimo. Due tra gli indicatori che possono essere presi in considerazine a tale fine sono i seguenti.

  • La Advance/Decline line. La Advance/Decline line rappresenta il numero di movimenti rialzisti diviso il numero di movimenti ribassisti in un dato periodo di tempo. Un risultato maggiore di uno viene interpretato come segnale che il trend in atto è rialzista mentre per risultato inferiore a uno si parla di andamento ribassista.
  • Il rapporto tra il prezzo e il dividendo. Questo rapporto mette in relazione, facendo la divisione, il prezzo corrente con il dividendo pagato l’anno precedente. Un declino di tale rapporto ad un livello di 14-17 potrebbe indicare una sottovalutazione dell’azione e pertanto un buon potenziale affare, mentre un risultato sopra il 26 può essere il segnale di una sopravvalutazione. Va tenuto presente che questo rapporto varierà da settore a settore in quanto tradizionalmente alcuni settori pagano dividendi più alti di altri.

Conclusione.
Ci sono molti modi di trarre profitto e ciò vale sia per i mercati rialzisti che quelli ribassisti. Per investire con successo da un lato è indispensabile utilizzare gli strumenti più idonei ad ogni mercato e dall’altro è importante utilizzare gli indicatori possibilmente in maniera congiunta gli uni agli altri per individuare quando i trend rialzisti e ribassisti sono al loro inizi o alla fine.

Vendite allo scoperto, opzioni put e posizioni short su ETF sono solo alcuni degli strumenti che consentono agli investitori di sfruttare la debolezza del mercato, mentre le posizioni lunghe in azioni ed ETF o le opzioni call sono adatti per i mercati rialzisti. I differenti indicatori sono un ottimo supporto per capire quando ci si approssima a dei minimi o dei massimi.




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