Opzioni Call.

Opzioni Call.

16/12/2009

Opzioni Call. 4.62/5 (92.46%) 69 votes

Le opzioni Call

1. Introduzione alle opzioni Call 2. Call: un esempio 3. Opzioni Call sui mercati finanziari 4. Aprire posizioni lunghe 5. Aprire posizioni corte 6. Le basi in – at – out of the money

Opzioni Call - Mercato al rialzo

Nell’introduzione generale abbiamo visto che, in un contesto di trading, le opzioni sono del tutto assimilabili a delle scommesse fatte su un evento futuro incerto. Si differenziano dai normali titoli perché il loro valore dipende da uno strumento finanziario sottostante e non da variabili economiche reali come potrebbero essere l’andamento di un azienda o dell’inflazione.

Ciò che però rende le opzioni uniche nel panorama degli strumenti finanziari è la struttura del pay – off. Giusto per capirci fin da subito, che significa pay – off..? Facile. Quando e in che misura fai utili o perdite. Quindi, cominciamo a vedere come funzionano le opzioni Call e, a seguire, esaminiamo le Put.

Anche in questo caso partiamo dalla definizione classica che, nell’intento di risultare generale, finisce per diventare contorta. Però dobbiamo metterla, bisogna dare delle certezze a tutte le persone che ritengono importante anche la forma. Io ti consiglio di saltarla e continuare a leggere dal paragrafo successivo:

Un opzione Call è un contratto che conferisce al titolare il diritto ma non l’obbligo di acquistare un dato strumento finanziario ad una data scadenza futura ad un prezzo che viene concordato a priori.

Opzioni Call: un esempio.

Fatti i compitini, cerchiamo adesso invece di capire come funziona. Partiamo da un esempio parlando di calcio.


Una sera ti trovi al pub di fronte ad una birra con me. Siamo a due terzi della stagione e sei convinto che la nostra squadra, che ora traccheggia a 40 punti, ne totalizzerà più di 50 ora della fine del campionato. Io invece penso l’esatto contrario. Quindi le nostre aspettative sono:

1.2 Risultati attesi

Ebbene abbiamo tutti gli ingredienti della nostra opzione Call.

Ci accordiamo in questo modo: tu mi offri una birra piccola, vale a dire che paghi subito, diciamo 3 euro. Se al termine del campionato la nostra squadra totalizza un punteggio pari o inferiore ai 50 punti hai perso la scommessa e io non ti dovrò nulla. Viceversa, nel caso di un punteggio superiore ai 50 punti, ti dovrò pagare una cifra fissa, diciamo ad esempio 1 euro, per ogni punto in più.

Ebbene questo tipo di accordo può essere chiamato opzione Call sul risultato del campionato. Nella fattispecie, dato che inizialmente hai pagato e incasserai solo se si verifica l’evento incerto, tu hai acquistato un’opzione Call mentre io te l’ho venduta. Utilizzando una terminologia finanziaria tu sei lungo di Call mentre io sono corto.

Di seguito trovi la struttura dei tuoi ricavi:

Struttura dei Ricavi

Dato che inizialmente paghi 3 euro i tuoi profitti e perdite avranno la seguente dinamica:

Struttura Profitti e Perdite

I miei profitti e le mie perdite invece, dato che sono la tua controparte diretta, funzioneranno ovviamente al contrario.

Già che ci siamo, prima di passare oltre, vediamo un momento qualche termine tecnico (non è necessario ma risulta utile per capirsi più alla svelta da qui in avanti e per farsi belli…).

  • Il campionato costituisce il così detto sottostante del nostro accordo.
  • I 50 punti che devono essere raggiunti in finanza vengono chiamati strike price, prezzo di esercizio o base.
  • La birra piccolina ovvero i 3 euro iniziali vengono chiamati premio.
  • In caso di vittoria della scommessa, quando vieni a battere cassa da me, si dice che stai esercitando l’opzione.
  • Il momento in cui puoi esercitare l’opzione (ovvero battere cassa) viene chiamata scadenza dell’opzione. In particolare se ci accordiamo in modo tale che tu possa esercitare l’opzione in qualunque momento, basta che si arrivi a 51 punti, parleremo di opzione americana. Se invece devi aspettare per forza la fine del campionato per riscuotere il tuo eventuale profitto, parleremo di opzione europea.

Ed ora contestualizziamo.

Opzioni Call sui mercati finanziari.




Sui mercati finanziari il meccanismo è esattamente lo stesso. L’unica differenza è che l’oggetto dell’accordo non è il campionato ma uno strumento finanziario che, come abbiamo già visto, può essere un tasso di interesse, un azione, un tasso di cambio e così via.

Facciamo anche in questo caso un esempio. Prendiamo un titolo a caso, diciamo Google che viene quotato al Nasdaq. Immagina che in questo momento valga 40 euro. Supponi di aver acquistato da me una Call con base 50 euro pagando un premio di 3 euro.

Esempio Chart iniziale Titolo Google

Ebbene, come nel caso del nostro precedente accordo, se Google alla scadenza dell’opzione, facciamo tra 3 mesi, vale 57 euro io sarò tenuto a pagarti la differenza tra il valore di mercato e la base che hai acquistato ovvero 57 – 50 = 7 euro.

Chart Google - Profitto

Se viceversa il titolo è quotato dai 50 euro in giù hai sbagliato le tue previsioni e io mi tengo il premio iniziale di 3 euro.

Chart Google - Perdita

Di seguito puoi verificare la tua struttura dei ricavi e dei Pay – Off (te dirai giustamente, che bella novità, i valori sono gli stessi dell’esempio di prima..! 😀 ) sulla base dell’andamento del titolo:

1.6 Profitti e perdite

Esattamente come nell’esempio precedente, dato che sono la tua controparte il mio pay off è l’esatto contrario del tuo.




Acquisto di un opzione Call.

Generalizzando nel caso di acquisto di un’opzione Call il profitto è determinato dal valore a scadenza del sottostante (titolo, commodities, tasso di cambio, ecc.) meno lo Strike Price (il valore da raggiungere al di sopra del quale io ti pago). Mentre la perdita eventuale ammonta al premio che paghi all’inizio.

Graficamente (Attenzione: per leggere questo grafico, che è quello utilizzato dalla maggioranza dei libri, devi tener presente che in orizzontale ci sono i possibili valori del sottostante mentre in verticale i tuoi profitti e le tue perdite).

Lungo di Call - Pay off

Vendita di un Opzione Call.

Se viceversa vedi la scommessa dal mio punto di vista ovvero nel caso di vendita di un opzione Call, la struttura dei pay – off funziona ovviamente al contrario. Incassi subito il premio e questo è il tuo profitto ma se il sottostante sale oltre un certo livello ti toccherà pagare il differenziale tra valore di mercato e lo strike.

Corto di Call - Pay Off

Per calcolare il profitto o la perdita vanno anche considerate un paio di cosette ovvie ma è sempre meglio specificarle.

  • La prima. Va da sé che nel caso in cui acquisti dieci Call sul titolo anziché una dovrai moltiplicare l’eventuale profitto e il premio iniziale per dieci.
  • La seconda. In base ai mercati può accadere che il rapporto opzione/sottostante non sia di uno a uno, ma per esempio 100 a 1. Che significa..? Facile, una Call può avere come sottostante non una ma cento azioni Google. Ecco allora che per avere il nostro saldo dobbiamo moltiplicare il profitto per 100.

A titolo di cronaca è utile sapere che l’ammontare del sottostante viene chiamato nozionale.

A questo punto il gioco è quasi fatto. Chiarito il funzionamento generale ci manca soltanto un ultimo aspetto da approfondire. Nei casi precedenti abbiamo sempre ipotizzato di fare un accordo diretto tra noi ponendo ad esempio lo strike sul titolo Google a 50 $.

Opzioni Call: le basi.

Ebbene, sui mercati regolamentati non funziona esattamente così: le basi negoziate non sono il frutto di un accordo individuale tra me e te, ma vengono standardizzate per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta.

Quindi, rifacendoci al nostro esempio iniziale del titolo Google che veniva quotato 40 $, le uniche basi negoziate potrebbero benissimo essere 35, 40, 45 così come 39, 40 e 41. Sulla questione decide l’organismo che gestisce e regolamenta il mercato. Generalmente comunque, tranquillo, ci sono basi per tutti i gusti.

Se hai fatto attenzione avrai notato che ho appena accennato sia a basi che stanno al di sopra del prezzo di mercato sia a basi che stanno al di sotto. Bene, allora chiudiamo introducendo qualche termine finanziario. Nella fattispecie parleremo di:

  • Opzioni Call out of the money: quando il prezzo di mercato del sottostante è inferiore alla base. E’ il caso dell’esempio che abbiamo usato fin ora: il titolo vale 40 e noi negoziamo una base 50.
  • Opzioni Call at the money: quando il prezzo di mercato del titolo è allo stesso livello dello strike. Rifacendoci sempre al nostro esempio il prezzo di mercato del sottostante è 40 e noi negoziamo un contratto con base 40.
  • Opzioni Call in the money: quando lo strike price sta addirittura sotto il prezzo di mercato del sottostante. In altri termini quando il titolo è quotato 40 e noi negoziamo una base pari a 39.

A livello grafico:
2.7 Out in At

Introdotti questi termini abbiamo detto tutto. Mi rimane un solo dubbio: forse le opzioni in the money ti hanno lasciato un po’ perplesso. Mi potresti dire ma come..? Se posso acquistare a 39 una cosa che adesso vale 40 sono già praticamente in utile…!

Parzialmente corretto. E’ uno di quei casi in cui ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra. Infatti ti dimentichi che dall’altra parte ci sono io che mi faccio pagare un premio. Si da il caso che se un opzione con base 50 te la quotavo 3 €, quella con base 39 te la faccio pagare nella migliore delle ipotesi 14 €. Saldo: in entrambi i casi tu non fai profitti prima che il titolo abbia raggiunto i 53 €.

Il prezzo che ho indicato non è esattamente corretto alla virgola, ma serve per darti un idea. Più avanti vedremo come si determina il prezzo corretto di un opzione. Per ora il mio suggerimento è quello di proseguire questa mini guida andando a vedere come funzionano le opzioni Put che chiarito il funzionamento delle Call dovrebbero sembrarti una passeggiata.




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diggita.it
17/12/2009 alle 11:07
notizieflash.com
17/12/2009 alle 12:56

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dario 10/04/2016 alle 09:15

Spiegazione chiara,semplice ed esaustiva! Avete reso, un argomento che per sua natura è abbastanza complesso, di piacevole lettura :)…complimenti!

admin 14/10/2014 alle 13:14

Mah.. che ti posso dire… mettiamola così… alla Gorgia, di sofista memoria… se esiste un approccio deterministico io non lo so, so che ci lavorano su addirittura molti fisici e matematici… e… se qualcuno di questi capisce come guadagnare il 51% delle volte… non lo dirà mai a nessuno a costo della vita per ovvie ragioni… 😀

Gianluca C 02/10/2014 alle 13:30

Grazie mille! Siete stati molto chiari e soprattutto “leggeri”.
Da poco mi sono approcciato a queste tematiche e non ho trovato in altri siti la chiarezza e la semplicità con cui ponete le vostre argomentazioni.

salvatore 24/01/2013 alle 05:52

esposizione chiara,complimenti

Giuseppe Di Bari 14/01/2013 alle 10:57

Complimenti !!!!
Sono uno sviluppatore software che cerca di capire i meccanismi dei programmi che sta per andare a modificare.
Questa spiegazione sulle Opzioni è davvero esaustiva: semplice ma al contempo tecnica.
Se tutti gli insegnanti fossero come te i ragazzi, i giovani e i bambini andrebbero a scuole e università con un gran sorriso sulle labbra e con la voglia di imparare.
Complimenti davvero!!!
Ciao
Giuseppe

sabino 28/04/2012 alle 17:37

Ciao admin (ho cercato il tuo nome senza successo…). Da un po mi sto guardando il forex, vado solo con conto demo, eppoi mi incuriosiscono le opzioni, leggendo da più parti che “limitano il rischio”…

Vorrei condividere con te qualche mia considerazione sulle opzioni. basata sulla tua affermazione: “acquistare o vendere un opzione è come fare una scommessa…”

Ma allora, se nessuno sa “cosa accadrà domani” perchè non concludere che fare trading equivale a tirare un dado?, o in particolare…, se le opzioni sono una “scommessa”, perchè mai dovrei credere che “limitano il rischio”?

Insomma, esiste un’approccio determinisco/scientifico o piuttosto che spremere le meningi è meglio che ce ne andiamo tutti al casinò? :-))

Grazie dell’attenzione, ti saluto cordialmente. Sabino.

raffa 16/10/2011 alle 11:32

Abbastanza chiaro ……ma andiamo al sodo: vi propongo questo esempio e chiedo spiegazioni.
Questa è una call su Apple scadenza: Gennaio 2012
Opzioni Call Scadenza al sabato 21 gennaio 2012
Strike Codice Ultimo Variaz. Denaro Lettera Vol Open Int
100,00 AAPL 305,60 0,00 320,05 324,00 1 2.114

Valore attuale azione apple 422

Se a alla scadenza il valore di apple fosse 540 quanto guadagnerei avendo opzionato oggi 15 ottobre 2011? In pratica in base a questo esempio se io comprassi 100 opzioni che premio dovrei pagare subito e quanto guadagnerei se il titolo arrivasse a scadenza a 540?

grazie per la risposta

raffa 16/10/2011 alle 11:29

Abbastanza chiaro ……ma andiamo al sodo: vi propongo questo esempio e chiedo spiegazioni.
Questa è una call su Apple scadenza: Gennaio 2012
Opzioni Call Scadenza al sabato 21 gennaio 2012
Strike Codice Ultimo Variaz. Denaro Lettera Vol Open Int
100,00 AAPL 305,60 0,00 320,05 324,00 1 2.114

Valore attuale azione apple 422

Se a alla scadenza il valore di apple fosse 540 quanto guadagnerei avendo opzionato oggi 15 ottobre 2011?

grazie per la risposta

Paolo 24/05/2011 alle 00:06

Admin: “La seconda. In base ai mercati può accadere che il rapporto opzione/sottostante non sia di uno a uno, ma per esempio 100 a 1. ”

Attenzione: opzione/sottostante 1 a 100…..

antonio persichini 03/11/2010 alle 19:40

Andrea scusa l’ignoranza in materia dove puoi acquistare CALL

admin 07/03/2010 alle 16:38

Ciao Andrea, grazie per i complimenti. Si, quello che scrivi è corretto anche se manca un pezzetto. Con un mercato è rialzista puoi:
Acquistare Call
Vantaggio: se il mercato ti viene a favore hai un guadagno potenzialmente illimitato.
Svantaggio: devi sborsare immediatamente il premio.
Vendere Put
Vantaggio: incassi subito il premio.
Svantaggio: se il mercato ti viene contro la tua perdita è virtualmente illimitata.
Acquistare una Call e vendere una Put
In questo modo di fatto crei una posizione lunga classica (detto terra terra: se il mercato sale guadagni in proporzione a quanto sale e se scende perdi in proporzione a quanto scende, quindi in buona sostanza è come se tu acquistassi direttamente il sottostante). In questo caso si dice che hai creato un titolo sintetico, vengono tipicamente utilizzati per fare arbitraggi. Un po’ di pazienza e descriverò il meccanismo in un prossimo post.
Con un mercato ribassista vale quanto detto sopra ma inverti tutti i “comprare” con “vendere”.

Andrea 07/03/2010 alle 09:04

Ciao e complimenti per la spiegazione. Pensate possa essere giusto dire che in linea di massima, quindi, le CALL vengono acquistate quando il sentiment è rialzista e, al contrario, le PUT quando è ribassista?
Grazie

admin 18/01/2010 alle 15:33

Grazie a te Salvatore per l’incoraggiamento. Non è sempre facile spiegare argomenti come le opzioni Call e Put con chiarezza e semplicità (e spero un filo di umorismo) mantenendo però al contempo un minimo di rigore. Cercherò di fare del mio meglio quando affronterò le strategie un po’ più avanzate e prossimamente con l’introduzione al Forex che sto ultimando.
Grazie ancora a te.

salvatore 18/01/2010 alle 10:28

grazie siete stati i piu chiari nello spiegare

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