I principali operatori sul Forex

I principali operatori sul Forex

05/06/2010

I principali operatori sul Forex 5.00/5 (100.00%) 4 votes

1. Introduzione. 2. Il Mercato Interbancario. 3. Le Banche Centrali. 4. Fondi di Investimento e Fondi Pensione. 5. Le Multinazionali. 6. Gli Hedge Funds. 7.  I Market Maker, i Dealer e i Broker. 8. I piccoli Trader.

Chi opera sul Forex.

I principali operatori sul forexSe vuoi fare trading sulle valute è opportuno che tu sappia con chi hai a che fare ovvero quali sono i principali attori presenti sul mercato. Così ti fai un idea di come funzionano le negoziazioni e sopratutto di chi ti troverai davanti quando apri delle posizioni.

Se questo incentivo non ti basta te ne do un altro. In un contesto di asimmetria informativa (detto terra, terra, c’è chi sa certe cose e chi non le sa..) è opportuno che tu tenga d’occhio quando possibile il comportamento di alcuni operatori. Molto spesso dispongono infatti di notizie in anteprima che tu non hai. E su qualunque mercato, è risaputo, l’informazione in anteprima coincide con il profitto.

Andando al dunque in generale si dice spesso che il mercato delle valute organizzato su più livelli. Che vuol dire..? E’ semplice. Il mercato delle valute è del tutto assimilabile al mercato ortofrutticolo. Ci sono i grossisti, gli intermediari, i magazzini generali, poi arriva il momento dei dettaglianti e, come di consueto, quello dei clienti finali.

L’accesso ad un livello piuttosto che ad un altro dipende banalmente dall’ammontare e dalla frequenza delle posizioni che vengono di solito aperte. Come puoi facilmente immaginare i prezzi praticati ai vari livelli della catena cambiano. Un conto è acquistare dieci tonnellate di arance e un altro discorso è acquistarne solo un chilo. Ma vediamo come è organizzata questa gerarchia…

Il mercato interbancario.

Mercato interbancarioAl primo livello ci sono i “grossisti” importanti, quelli che nel nostro esempio comprano arance a tonnellate. Parliamo del così detto mercato interbancario. Grandi banche d’affari come la Citibank, l’Ubs, la Deutsche Bank, la Barclays, la Chase Manhattan Bank e molte altre sono connesse tra loro da sistemi telematici ed effettuano giornalmente transazioni sia per conto dei propri clienti, sia per conto proprio.

A dire il vero le transazioni per conto proprio sono la maggioranza e vengono realizzate con finalità prettamente speculative. Il sistema di copertura finanziaria di tali posizioni è del tutto analogo a quello che vale per i piccoli trader. Vengono aperti dei depositi reciproci sui quali transitano gli accrediti o gli addebiti derivanti dagli utili o dalle perdite maturate durante la giornata.

Per avere un idea precisa dell’importanza del mercato interbancario è utile che tu abbia qualche riferimento numerico. Ebbene, i volumi quotidianamente scambiati da questi soggetti coprono circa la metà delle transazioni totali sul mercato dei cambi. Data questa premessa quantitativa le conseguenze ovvie sono due.

La prima. Gli spread denaro – lettera sono ridotti ai minimi termini sulla generalità delle transazioni e sui cross più importanti arrivano quasi ad azzerarsi. Quindi, in soldoni, i prezzi di cui beneficiano questi soggetti nel momento in cui negoziano tra di loro sono i migliori in assoluto.

La seconda conseguenza è che a livello aggregato le operazioni poste in essere da queste grandi banche hanno un impatto considerevole sull’andamento dei vari cross. Quindi, quando possibile, sapere qual’è il loro orientamento operativo è estremamente utile.

A questo punto credo ti sarà chiaro che il mercato interbancario costituisce un po’ la spina dorsale del forex, le relazioni tra queste grosse banche ne garantiscono e ne condizionano il funzionamento. Tuttavia non sono gli unici soggetti che possono determinare l’andamento del mercato, altri operatori piuttosto importanti sono…




Le banche centrali.

Banche Centrali

Le banche centrali nel nostro esempio del mercato ortofrutticolo potrebbero essere assimilate all’organismo che gestisce i mercati generali. Fuori di metafora, si tratta di soggetti che intervengono sul mercato dei cambi ma non hanno come obiettivo principale il profitto bensì quello di gestire la politica monetaria di un paese.

Cosa vuol dire..? Facile, come abbiamo già accennato nel post sui fattori che concorrono a creare il forex, significa cercare di fare in modo che le imprese possano accedere al credito ad un tasso “accettabile”, le esportazioni e le importazioni possano essere fatte ad un cambio “conveniente”, il tasso di inflazione sia “sotto controllo” e che l’occupazione della forza lavoro sia ad un livello “normale”.

In termini economici le banche centrali cercano di stabilizzare il tasso di interesse, il tasso di inflazione, l’offerta di moneta, il tasso di disoccupazione o una combinazione di questi come di altri indicatori su dei valori predefiniti. In due parole, cercano di fornire un’adeguata contropartita finanziaria all’andamento dell’economia reale.

Potresti domandarti in che misura queste variabili debbano essere “accettabili”, “convenienti”, “sotto controllo” e “normali”. Beh, che dire, se la tua aspirazione è quella di fare il governatore della banca centrale la domanda è assolutamente legittima e merita un approfondimento.

Macroeconomia

Comprati un buon libro di macroeconomia, parti dal Pil, fai amicizia con Keynes, giri alla curva di Philips, saluti Okum e Friedman per chiudere a pagina seicento con le problematiche legate alla credibilità della politica monetaria e… buona lettura..! 🙂 Se viceversa la tua aspirazione è quella di fare trading sul forex allora le cose che devi sapere sono essenzialmente due.

La prima, sul mercato sono presenti parecchi analisti che vengono pagati per passare la giornata a fare ipotesi e calcoli finalizzati a fornire stime attendibili sugli indicatori di cui sopra. Queste stime, per lo meno nei loro valori di massima, sono generalmente note a chi si tiene informato. In termini economici si descrive questa situazione dicendo che il mercato formula delle aspettative.

A questo punto se la banca centrale si muove secondo tali aspettative nella generalità dei casi non succede niente in quanto la valuta già sconta in anticipo tali attese. Se viceversa la banca centrale fa una mossa inattesa allora si verificano delle brusche variazioni sul cross interessato.

La seconda cosa importante ai fini del trading è che se i dati sull’economia reale e le conseguenti attese degli operatori vanno in una direzione e la banca centrale, a più riprese, va nella direzione opposta è verosimile che nel giro di poco tempo si verifichino grossi attacchi speculativi sulla valuta in questione.

speculazione

Come abbiamo già visto nel post relativo gli aspetti storici del mercato dei cambi, il concetto è semplice. Immagina che il raccolto delle arance sia stato pessimo, ce ne sono poche in circolazione e il loro prezzo dovrebbe essere ad esempio 10. Ora per ragioni di politica interna l’organismo che gestisce i magazzini generali, ricorrendo a quelle che ha nei frigoriferi, continua a venderle a 5.

Cosa succede…? Succede una cosa scontata: tutti gli operatori conoscono il reale valore delle arance, sanno che a un certo punto finiranno le scorte e si aspettano che il prezzo si attesterà come minimo a 8. Quindi finché i magazzini generali si ostinano a venderle a 5, la totalità degli operatori sul mercato continua a comprare finché le scorte non finiscono e il prezzo sale di conseguenza. A quel punto rivendono monetizzano i profitti.

Attenzione però, questa situazione avviene molto di rado. Le banche centrali a loro volta sono consapevoli dei rischi che si corrono a difendere ad oltranza una valuta, sopratutto se non motivata da precisi indicatori relativi l’andamento dell’economia reale. In altre parole sanno che le proprie risorse possono essere agevolmente sopraffatte da quelle detenute dell’intero mercato.

Aspettative Razionali

La prassi dunque è che le banche centrali intervengono relativamente di rado sul mercato dei cambi, supportate da dati molto attendibili relativi l’andamento dell’economia. Dall’altra parte tutti gli operatori (e se cominci a fare trading sul forex imparerai a seguire questa prassi) fanno molta attenzione ad ogni comportamento, dichiarazione o decisione delle banche centrali perché ritengono che abbiano il polso preciso della situazione economica di un dato paese.

Ma vediamo anche qualche altro soggetto particolarmente attivo sul mercato delle valute ovvero…

I fondi d’investimento e i fondi pensione.

Intanto vediamo brevemente cosa sono, lo saprai di sicuro ma come dicevano i latini “repetita juvant”. I fondi d’investimento e i fondi pensione sono degli strumenti finanziari gestiti da operatori che adottano un principio abbastanza elementare. Raggruppano ingenti risorse da tanti piccoli risparmiatori per poi diversificare gli investimenti ed offrire una gestione specializzata e professionale delle somme raccolte.

Performace Fondi

Quando intervengono sul mercato dei cambi..? E’ semplice intervengono sul forex in due circostanze. Quando diversificano il portafoglio in tutto o in parte su base geografica e, in un secondo momento, per tutelarsi dal rischio di cambio. Ma al di la dei paroloni facciamo un esempio che il discorso è semplicissimo.

Immagina un fondo italiano che ha adocchiato una promettente azienda giapponese. Dati fondamentali, bilanci, prospettive di settore, analisi tecnica del titolo sono tutti in ordine. Bene, il gestore decide di investire una frazione delle risorse del fondo nell’azienda giapponese. A questo punto per effettuare l’operazione ha bisogno di yen ovvero deve passare una prima volta sul mercato dei cambi.

Nel momento in cui ha in portafoglio una discreta quantità di azioni della nostra azienda giapponese la faccenda si complica un po’. Infatti se l’azienda va bene e lo yen va bene, ovvero si apprezza sull’euro, il nostro gestore potrà tornare a casa gongolando. Ha fatto un doppio affare: guadagna sia sull’andamento del titolo, sia su quello della valuta.

Ma se l’azienda va bene, o peggio, realizza risultati economici deludenti mentre lo yen contemporaneamente si svaluta si verifica la situazione contraria alla precedente. C’è il rischio concreto che l’operazione nella migliore delle ipotesi si chiuda in pari e, nella peggiore, in netta perdita. A questo punto il gestore rischia il posto di lavoro e questa cosa, come ben sai, non fa piacere a nessuno.

Rischio intrinseco e rischio di cambio

In finanza, per riassumere questa situazione si dice che il nostro gestore è esposto a due rischi: il rischio di cambio e quello intrinseco allo strumento finanziario negoziato. A questo punto se il fondo vuole evitare di esporsi al rischio legato alle valute deve intervenire sul forex una seconda volta.

Le operazioni finanziarie che possono essere fatte con finalità di copertura sono essenzialmente due: è possibile effettuare operazioni marginali sul segmento spot o utilizzare i derivati. Ma non entriamo nel dettaglio delle tecniche di copertura che vedremo più avanti e che comunque sono l’esatto opposto di ciò che interessa a noi: ovvero il trading speculativo.

Ciò che è importante sapere per il trader è che i fondi nel momento in cui diversificano geograficamente passano per il mercato delle valute e che successivamente possono intervenire nuovamente per tutelarsi dalle oscillazioni dei cambi. L’impatto generato sul mercato da queste operazioni è ovviamente proporzionale alla massa dei fondi gestiti.

Tieni infine presente che un fondo può gestire capitali che vanno dalle centinaia di milioni di dollari fino a svariati miliardi. Giusto per rendere l’idea delle cifre in ballo. Ma visto che abbiamo parlato di aziende in una situazione simile, ma sul versante dell’economia reale, si trovano…



Le grandi multinazionali.

MultinazionaliCome già accennato nel post precedente, le grandi multinazionali hanno spesso l’esigenza di intervenire sul mercato dei cambi al fine di garantire la propria attività.

Così come i fondi di investimento nel momento in cui acquistano e vendono titoli all’estero hanno la inizialmente la necessità di passare per il mercato delle valute e successivamente quella di coprirsi dal rischio di cambio. Per le multinazionali il discorso è del tutto identico. Al posto dei titoli in questo caso abbiamo merci e servizi.

Dato che l’analisi è in buona sostanza analoga alla precedente non credo sia il caso di fare nuovamente un esempio. Immagina semplicemente il discorso di cui sopra dove al titolo della azienda giapponese va sostituita una fornitura di tubature che deve essere pagata con scadenza sei mesi in una valuta diversa da quella principale e il gioco è fatto.

Per aggiungere invece qualche cosa di utile ai fini del trading possiamo dire che le grandi multinazionali hanno solitamente un impatto contenuto sull’andamento delle valute nel breve periodo ma contribuiscono a determinare i movimenti di lungo periodo essendo espressione dell’economia reale.

Altri operatori particolarmente attivi sul forex che si disinteressano (relativamente) dell’economia reale e sono viceversa interessati solo a speculare sono…

Gli Edge Funds.

Edge FundsIntanto vediamo brevemente cosa sono. Gli Hedge Funds sono degli strumenti finanziari che nella struttura risultano del tutto identici ai fondi di investimento. Al che mi puoi giustamente domandare: “…e allora che senso ha fare un capitoletto a parte..?” Le motivazioni sono due .

La prima. Quando una valuta va sotto attacco speculativo, ovvero in occasione dei movimenti più bruschi sul mercato dei cambi, questi operatori muovono enormi quantità di danaro andando ad influenzare in modo significativo le quotazioni dei cross coinvolti (e di conseguenza i tuoi profitti e le tue perdite) quindi li devi conoscere e li devi pure tenere d’occhio quando è possibile.

La seconda motivazione è strettamente legata alla forma. Infatti parlare di Edge Funds nel momento in cui si presentano i principali soggetti che operano sul forex chissà perché ma fa folkrore, ha un che di esotico. E io non mi sognerei mai di privarmi del piacere di parlare di un argomento esotico per poi poterlo rovinare alla fine, è una opportunità rara e preziosa… 😀

Tornando a noi, come detto, sono simili nella struttura ai fondi d’investimento ma se ne differenziano sotto due aspetti. Innanzi tutto il profilo di rischio che si accollano i sottoscrittori è piuttosto elevato ed in secondo luogo il lotto minimo sottoscrivibile è anch’esso significativo. Per essere precisi normalmente non se ne parla al di sotto dei 100.000 euro di investimento iniziale.

Coerentemente con la loro finalità speculativa gli Edge Funds intervengono sul mercato dei cambi in modo piuttosto aggressivo. In parecchie circostanze sono arrivati a mettere in difficoltà addirittura le banche centrali quando hanno posto in essere politiche valutarie irrealistiche.

E come da copione sempre nella tradizione del folkrore, giunti a questo punto, dobbiamo raccontare la storia di George Soros ovvero l’uomo che per tutti gli operatori sul mercato dei cambi è diventato una sorta di leggenda. Ogni ambiente lavorativo ha il suo mito che viene assunto a “modello da imitare” per i novizi e “modello per vendere qualcosa” da quelli più navigati.

George Soros

Ebbene, se già non lo consci, si tratta molto semplicemente di un signore che gestiva uno di questi fondi d’investimento ad alto rischio chiamato Quantum Fund. Perchè è così famoso…? E’ presto detto: nel corso degli anni 90 si è distinto in diverse operazioni di speculazione particolarmente massicce e aggressive sul mercato dei cambi.

Tra queste, molto nota e di successo è quella che ha coinvolto la sterlina inglese e che ha costretto la Gran Bretagna ad uscire dal Sistema Monetario Europeo fruttando al suo Edge Funds utili per una cifra superiore al miliardo di dollari. Ma siccome queste argomentazioni naturalmente suscitano facili entusiasmi, vanno aggiunte un paio di puntualizzazioni essenziali…

Innanzitutto per generare degli utili del genere è entrato sul mercato con una cifra 10 volte superiore. Inoltre come ben sai “una rondine non fa primavera” ovvero, molto semplicemente, di Soros ce n’è uno solo mentre di Edge Funds che chiudono i battenti ce ne sono a valanghe. Se non mi credi controlla sui quotidiani finanziari. Fidati che se guardi le performance e ti diverti.

Quindi al di la delle favole che normalmente vengono utilizzate solo per piazzare servizi finanziari, corsi o libri, ciò che invece è importante all’atto pratico se vuoi fare trading sul forex è sapere quali sono gli edge funds più blasonati e, quando possibile, conoscerne l’orientamento operativo.

Informazione finanziaria

Se ti stai chiedendo come sia possibile conoscere la loro posizione sul mercato, ti posso dare una risposta che ti sembrerà un po’ semplicistica, ma è la nuda verità: tieniti informato sulle notizie di agenzia e sui quotidiani: sono voci che girano (…e che comunque vanno prese con le pinze).

Bene, a questo punto abbiamo visto i principali big player sul forex e possiamo cominciare a parlare dei dettaglianti ovvero quei soggetti con cui avrai a che fare direttamente tu nel momento in cui deciderai di entrare sul mercato. Stiamo parlando dei…




Market Maker, Dealer e Broker.

Market MakerTornando al nostro esempio del mercato della frutta i market maker, i dealer e i broker sono in buona sostanza i dettaglianti ovvero gli operatori che intermediano le operazioni di piccole e medie dimensioni facendo da cinghia di collegamento tra il piccolo investitore e i soggetti di cui abbiamo parlato in precedenza.

Senza che sto qui a farti distinzioni filosofiche che servono solo a riempirsi la bocca di aria fritta ti posso dire che nella generalità dei casi, se utilizzerai una qualunque piattaforma telematica di trading, avrai a che fare con un market maker.

Cosa fa un market maker sul mercato dei cambi..? E’ semplice: ti mostra sul monitor il prezzo a cui è disponibile ad acquistare e il prezzo a cui è disponibile a vendere una data valuta. Tu, dalla tua parte, decidi se vuoi stare lungo (ovvero in posizione rialzista) o corto (in posizione ribassista).

A questo punto applichi la quotazione che ti viene proposta che tradotto in linguaggio semplice significa banalmente: dopo aver digitato nell’apposito box l’ammontare che intendi investire schiacci un bottone e acquisti o vendi ai prezzi che vedi sul monitor.

Applicare una quotazione

Normalmente il market maker fa soltanto da intermediario ovvero se ti propone 100 come prezzo di acquisto significa che lui può a sua volta acquistare almeno a 99 e ricava 1 pip moltiplicato per l’importo complessivo di ogni operazione conclusa.

Saltuariamente può decidere però anche di non chiudere l’operazione ed assumere una posizione diametralmente opposta alla tua. Quindi se tu ti metti corto su un dato cross lui risulterà lungo per un importo corrispondente. Questo accade sopratutto, qui lo dico e qui lo nego, se dopo aver fatto l’analisi delle tue performance su base storica si accorge che chiudi operazioni in perdita nel 90% dei casi.

A questo proposito ti posso suggerire di avere sempre sott’occhio non solo le quotazioni fornite dall’intermediario con cui lavori ma anche quelle fornite da altri provider. Le motivazioni di questo controllo incrociato sono essenzialmente tre. La prima, la più banale, è che in questo modo hai la possibilità di verificare che ti stiano quotando un prezzo in linea con quello di mercato.

La seconda motivazione è legata al fatto che hai anche la possibilità di capire l’orientamento operativo del tuo market maker. Come..? E’ semplicissimo: se rispetto alle quotazioni generali di mercato propone prezzi competitivi in acquisto significa in quel momento ha bisogno o preferisce vendere e viceversa. Questa cosa è utile, tienila presente.

Infine può succedere, assai raramente per la verità ma qualche volta succede, che l’operatore dall’altra parte abbia disinserito il sistema di aggiornamento automatico delle quotazioni e, nel momento in cui le gestisce manualmente, si distragga per qualche secondo.

In questo caso può essere che ci siano i margini per effettuare degli arbitraggi. Fare un arbitraggio significa comprare da un market maker per rivendere all’istante ad un secondo lucrando la differenza di prezzo.

Un ultimo aspetto che aggiungo al fine di non farti trovare impreparato di fronte alle quotazioni dei market maker è il così detto “fast market”. Detto in parole povere questo termine si riferisce a quei momenti in cui il mercato si muove in modo repentino e violento. Normalmente in questi frangenti ti troverai di fronte ad applicazioni denaro – lettera molto, molto ampie.

Intanto cosa significa “applicazioni danaro – lettera molto ampie”: è semplice. Se normalmente il market maker ti propone ad esempio .25 per vendere e .28 per acquistare in questi momenti particolarmente concitati ti può tranquillamente proporre spread da mezza figura, ovvero .25 / .75.

Fast Market

Le motivazioni di questo comportamento sono tutto sommato logiche. Quando c’è fast market di solito la maggior parte dei clienti entra sul mercato contemporaneamente. Spesso non c’è il tempo materiale di intermediare tutte le posizioni, ecco quindi che per evitare di fare perdite il market maker non fa altro che allargare lo spread.

A questo punto direi che abbiamo approfondito la tematica più che a sufficienza e siamo nelle condizioni di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Rimane soltanto un ultimo soggetto da trattare ma lo facciamo in modo molto breve, si tratta di un argomento autoreferenziale e non è il caso di apparire egocentrici. Quindi affrontiamo…

I piccoli trader.

Trader PrivatiI piccoli trader costituiscono l’ultimo anello della catena. Si tratta infatti di un segmento sicuramente in crescita sul mercato dei cambi sebbene minoritario. Per essere più precisi secondo alcune stime i piccoli trader movimentano volumi che coprono meno del 10% delle transazioni complessive.

L’unico aspetto legato all’operatività che penso abbia senso ribadire qui è una considerazione ovvia: lo spread denaro lettera applicato a questa tipologia di operatori è il più ampio di tutti. Detto in altri termini i prezzi in aquisto e in vendita sono i peggiori in assoluto. E’ altrettanto vero però che una cosa analoga accade su tutti i mercati a partire da quello della frutta che ci ha accompagnato dall’inizio del post.

E direi che a questo punto il quadro complessivo della situazione ti dovrebbe essere piuttosto chiaro. Possiamo pertanto cominciare ad avventurarci in aspetti un filino più tecnici andando a vedere cosa viene negoziato sul forex e secondo quali modalità.

Ultima doverosa avvertenza: avrai capito che i piccoli trader sono sostanzialmente i pesci piccoli sul forex e con i pesci piccoli, come ben sai, si fa la classica frittura. Quindi nel momento in cui comincerai ad operare sul mercato va da sè che devi prestare la massima attenzione.

Introduzione al Forex.

Forex: gli aspetti storici.

Le determinanti del mercato delle Valute.

» I principali operatori sul forex.

Forex Trading.

Forex: il mercato Spot.

I Currency Forward Rate Agreement

I Currency Futures

Le Currency Options

I Currency Swap

{ 2 comments }

admin 14/10/2014 alle 13:10

Beh in linea di massima è semplice, all’atto pratico ci vuole un filo di occhio. Prendi 4 broker diversi, se in 3 quotano 55 / 57 e il quarto quota 55 / 58 significa che quest’ultimo vuole vendere. Il che può essere motivato o dal fatto che ha aspettative ribassiste o, per altro verso, che è carico fino al collo dello strumento finianziario in oggetto e vuole disfarsene. Spero di essere stato chiaro 🙂

andrea 11/11/2011 alle 16:30

salve, potresti fare un esempio pratico di come si fa per capire l’orientamento operativo di un broker? grazie!

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