Forex Trading

Forex Trading

17/06/2010

Forex Trading 5.00/5 (100.00%) 3 votes

1. Operare sul mercato delle valute. 2. Cosa viene negoziato sul Forex. 3. I cross. 4. I margini. 5. Fare trading in leva. 6. Aprire posizioni lunghe. 7. Aprire posizioni corte. 8. Lo spread danaro – lettera. 9. Tipologie di ordini. 10. Gli interessi attivi e passivi.

Operare sul mercato delle valute.

Fare Trading sul ForexDopo aver fatto la nostra bella introduzione al forex, aver parlato della sua storia, degli elementi che contribuiscono alla sua nascita e dei principali operatori presenti sul mercato, possiamo ora cominciare ad entrare nel merito degli aspetti un filino più pratici ed occuparci delle tematiche legate al trading in senso stretto.

Come in ogni guida che si rispetti devo però partire dai fondamentali anche se sono banali. Nel caso tu abbia già un infarinatura generale o voglia andare dritto dritto sulle tematiche legate all’operatività, ti consiglio di saltare i primi due paragrafi e partire dal capitolo dedicato ai margini che è la prima cosa che devi tassativamente sapere per operare sul forex.

Inoltre, fai attenzione, la trattazione che segue sarà riferita implicitamente al mercato spot delle valute che nel 99,99% dei casi è il mercato che interessa a te. Evidenzierò le differenze relative gli altri mercati successivamente nei post a loro dedicati.

Lette quindi le avvertenze, partiamo con la cura.

Cosa viene negoziato sul forex.

MercatoIl mercato ortofrutticolo lo abbiamo già preso in prestito e quindi in questo post utilizziamo come esempio il mercato del pesce. Ebbene, quando vai al mercato del pesce sui banchetti puoi trovare le soiole, il tonno, i gamberi, le cozze e via dicendo ovvero, in sintesi, molte specie diverse, ma sempre di pesce si tratta.

Sul mercato dei cambi il discorso è lo stesso: l’attività di trading coinvolge dollari, yen, euro, sterline, franchi svizzeri ovvero, in generale, vengono scambiate tutte le valute di tutti gli stati del mondo. Nulla di più facile.

Dopo questa approfondita dissertazione passiamo un momento alla terminologia che utilizzeremo d’ora in avanti. Quando comincerai a fare trading, sullo schermo della tua piattaforma, noterai che per ogni valuta non viene utilizzato il suo nome per esteso bensì un codice di 3 lettere conosciuto come ISO 4217.

Perché questo accade..? Per una banale questione di praticità. E’ una consuetudine accettata in tutto il mondo quindi, fattene una ragione, e comincia a prendere confidenza con i simboli che seguono: sono semplicissimi. Vediamo brevemente i principali:

  • Usd – Dollaro americano
  • Eur – Euro
  • Jpy – Yen giapponese
  • Gbp – Sterlina britannica
  • Chf – Franco svizzero
  • Cad – Dollaro canadese
  • Aud – Dollaro australiano
  • Nzd – Dollaro della Nuova Zelanda
  • Hkd – Dollaro di Hong Kong

Ma ora che abbiamo affrontato brevemente le questioni davvero elementari e un po’ di terminologia cominciamo ad utilizzarla in concreto ed andiamo a vedere…




I Cross sul mercato delle valute.

CrossSia nel caso tu voglia chiamarli Eur o Euro è evidente che nessuno te li regala e in qualche modo devi pagarli. E come li paghi..? Beh, non con altri euro, soltanto uno psicopatico acquisterebbe degli euro con altri euro. Li devi pagare con un altra valuta. Quindi per acquistarli potresti utilizzare ad esempio dei dollari o delle sterline.

Giunti a questo punto, da persona concreta coi piedi per terra, mi potresti giustamente domandare: “Si, d’accordo, ma veniamo al sodo, quanti dollari sono necessari per acquistare un euro..?” Beh, ti rispondo subito: il valore cambia sulla base dalle quotazione che esprime il mercato nel momento in cui fai l’operazione.

Dando un occhiata alle contrattazioni potresti vedere che il rapporto di cambio è Eur = 1 Usd o Eur = 2 Usd, quindi un euro potrebbe valere 1 dollaro così come 2 dollari. Rigirando la frittata, per comprare 1 euro potresti dover sborsare 1 o 2 dollari. Questa relazione sul forex viene chiamata cross rate o, in italiano, tasso di cambio.

A dire il vero il tasso di cambio, te ne sarai accorto di sicuro se ti sei recato in banca in occasione di qualche viaggio all’estero, viene presentato in un modo leggermente diverso. Infatti osservando le quotazioni su una qualunque piattaforma di trading potresti trovarti di fronte a:

Eur/Usd = 1

Oppure:

Eur/Usd = 2

Per generalizzare normalmente puoi osservare una situazione di questo tipo:

Quotazione di diversi cross

Ovviamente queste espressioni hanno un significato del tutto analogo a quanto scritto sopra, indicano infatti quanti dollari sono necessari per acquistare un euro. Ma magari non mi credi e non sei ferrato in matematica. Facciamo dunque un passo alla volta e dividiamo la spiegazione in due parti: prima la matematica e poi passiamo al tasso di cambio…

Partiamo con il solito esempio ittico e immaginiamo che una cozza valga 2 gamberi:

Cozza = 2 x Gambero

Se dividi entrambe le componenti dell’equazione per un gambero, sul primo versante ottieni una cozza fratto un gambero mentre sul secondo ottieni 2. Ovvero:

Cozza/Gambero = 2 x Gambero/Gambero => Semplificando:

Cozza/Gambero = 2

Equazioni

Bene, dopo aver pregustato dei succosi spaghetti allo scoglio, possiamo concludere la nostra dotta disamina matematica passando al caso del forex. In modo del tutto analogo al precedente:

Eur = 2 Usd => Eur/Usd = 2 Usd/Usd => Eur/Usd = 2

Et voilà, il gioco è fatto. Adesso sappiamo che scrivere Eur = 2 Usd oppure Eur/Usd = 2 è la stessa identica cosa. Se la spiegazione ti rimane comunque oscura non preoccuparti, l’importante è che possiamo dimenticarci di questo argomento con la coscienza a posto.

Ciò che invece devi sapere è che lo stesso discorso è applicabile ad ogni cross. Vale a dire che ci saranno rapporti analoghi per ogni valuta quindi, se ti piace il Giappone, potrai negoziare gli Euro / Yen e se viceversa ti piacciono contemporaneamente gli stati Uniti e il Giappone potrai fare trading sul Dollaro / Yen e così via.

Ma visto che ci siamo occupati degli aspetti un filino più teorici andiamo a vedere ora le cose sotto una luce più pratica e cominciamo con il primo mattoncino della costruzione che ci consente di capire perchè il trading sul mercato delle valute è così popolare ovvero…

I margini sul Forex.

Margini sul ForexLiquidità a parte, una delle ragioni principali per cui il segmento spot del forex è il mercato più speculativo al mondo è di sicuro il sistema dei margini. E cosa sono i margini..? Beh è facile, prima di poter cominciare ad operare sul mercato dovrai ovviamente aprire un conto presso un intermediario e depositare dei fondi.

Questi fondi vengono chiamati appunto margini. Potresti pensare che servono per comprare le diverse valute… e invece no, servono solo per coprire le eventuali perdite che puoi fare durante l’attività di trading. Ma facciamo un esempio che ci capiamo al volo.

Immagina che un bel giorno ci incontriamo e decidiamo di fare una scommessa: io ti do 100.000 euro, tu mi dai l’equivalente in dollari al tasso di cambio corrente e in un momento futuro siamo già d’accordo che faremo l’operazione inversa. Ora, non ha senso che ci scambiamo per due volte valigette zeppe di contanti. Sarebbe una rottura per entrambi.

A ben vedere ciò che ci interessa davvero è seguire l’evoluzione del tasso di cambio per vedere chi incassa e chi paga. Ma se non ci scambiamo fisicamente le valute nasce però anche una seconda esigenza ovvero essere certi della solvibilità di chi perde. Infatti tu mi insegni che quando c’è da pagare la tentazione di non farsi trovare si fa pressante…

SolvibilitàAl che escogitiamo una soluzione intermedia: creiamo entrambi un deposito cauzionale diciamo di 5000 euro che viene aggiornato di giorno in giorno sulla base delle variazioni che si manifestano sul cambio euro / dollaro. In altri termini se il tasso di cambio si muove a tuo favore io ti accredito il tuo utile e viceversa. Infine quando ci stanchiamo della scommessa chiudiamo l’operazione: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e tanti saluti.

Sul mercato dei cambi accade esattamente la stessa cosa con un paio di piccole differenze. Innanzitutto l’equivalente del nostro deposito cauzionale è il conto che apri presso l’intermediario e in secondo luogo la controparte della tua operazione non sono necessariamente io ma può essere uno qualunque degli operatori presenti sul mercato.

Proprio come nel nostro esempio, le somme disponibili sul tuo conto vengono aggiornate a fine giornata in base ai profitti e alle perdite fatte. Inoltre se fai delle perdite tali da mettere a rischio la tua solvibilità sulle operazioni successive, l’intermediario normalmente ti stoppa e ti chiede il reintegro di altri fondi.

A titolo di cronaca può tornare utile sapere che questo adeguamento progressivo dei saldi ai valori di mercato viene chiamato in finanza Mark to Market.

Ma lasciamo perdere la cronaca e veniamo ad una prima conseguenza ovvia di tale funzionamento ovvero la possibilità di vendita allo scoperto. In finanza parliamo di vendita allo scoperto quando hai la possibilità di vendere uno strumento finanziario senza averlo precedentemente acquistato. Tu mi potresti giustamente domandare: “…ma che senso ha vendere una cosa che addirittura non ho…?”

Vendere scoperto chart

La risposta è semplice: il senso è lo stesso che ha acquistare un qualunque strumento finanziario con finalità speculative. Non fai altro che vendere qualche cosa nella speranza di ricomprarlo ad un prezzo inferiore in un momento successivo. Nel caso del forex poi, considerando il sistema dei margini che abbiamo visto, sei di fatto scoperto anche quando fai un acquisto, dato che depositi solo una frazione dell’importo nominale che movimenti sul mercato.

E veniamo quindi alla seconda e più seducente conseguenza. Se hai seguito il giochetto con attenzione ti sarai reso conto che all’atto pratico blocchi una quantità di danaro ridotta per coprire eventuali perdite fatte su un investimento enormemente superiore. Nel nostro esempio abbiamo messo sul piatto 5000 euro per giocare con cifre venti volte superiori e questo è ciò che in finanza viene chiamato…



Fare trading in leva.

Forex Trading in LevaL’operatività in leva è una consuetudine principalmente sul mercato delle valute e su quello dei derivati con una differenza importante. Mentre con i derivati il rapporto della leva si attesta normalmente su un 10:1 nel caso del forex, a discrezione dell’intermediario con cui lavori, si può tranquillamente arrivare a rapporti di 100:1 o anche di più.

Ora facciamo un esempio che quando si parla di soldi, chissà perché, tutti capiscono in un secondo. Immagina di depositare 1000 euro presso l’intermediario e di poter fare quindi operazioni per 100.000 euro. Semplificando supponiamo che con la prima operazione ti porti a casa lo 0,5% del capitale nominale investito ovvero 100.000 x 0,5% = 500 euro.

A questo punto possiamo tirare fuori il coniglio dal cilindro perché 500 euro è lo 0,5% di 100.000 ma tu non hai messo sul piatto 100.000 ne hai messi solo 1000. E in tre secondi netti mi hai già calcolato che hai fatto un utile del 50% (ma fai attenzione perché funziona nello stesso modo anche con le perdite..!!!!).

Se a questo aggiungiamo che uno 0,5% su un qualunque cross è una variazione che si manifesta quando il mercato è tranquillo e non è assolutamente strano vedere oscillazioni giornaliere di un punto percentuale, ti rendi conto in fretta che nel giro di pochissimo tempo puoi raddoppiare o azzerare il capitale a tua disposizione.

Volatilità

Quindi in due parole parliamo di un mercato che è sostanzialmente una manna per tutti gli speculatori ma scendiamo ulteriormente nel merito degli aspetti un po’ più tecnici e andiamo a vedere…

Le posizioni lunghe sul forex.

Mercato rialzistaIn buona sostanza le valute vengono negoziate come qualunque altro strumento finanziario ovvero se hai acquistato euro / dollari ad un determinato valore e li rivendi ad un valore superiore guadagni, in caso contrario perdi. Esattamente come succederebbe con un azione della Fiat o, se vogliamo, con un chilo di cozze.

La ragionevole domanda successiva potrebbe essere: “interessante, ma quanto guadagno..?” …e la altrettanto ragionevole risposta è la seguente: dipende dalle quantità di valuta che acquisti. In finanza la quantità minima acquistabile di un dato strumento finanziario viene chiamata lotto minimo o nozionale nel caso dei derivati.

Per le valute il lotto minimo è variabile, l’intermediario con cui lavori può decidere a sua discrezione qualunque ammontare ma nella generalità dei casi parliamo di 100.000 unità della valuta base. A questo punto però non ti ho ancora risposto sulla faccenda che più ti sta a cuore: quella dei profitti e, non dimenticarlo mai, delle perdite.

Facciamo però un esempio pratico che i soldi, lo abbiamo già detto, illuminano. Supponi di voler acquistare 100.000 euro, beh, come abbiamo visto in precedenza non te li danno gratis e li devi pagare. Siccome ti senti ispirato dal paese delle opportunità decidi di pagarli in dollari.

Ipotizza di leggere sul monitor della tua piattaforma di trading Eur / Usd = 1, 4350. Bene, effettuando l’operazione ti compri 100.000 euro pagando 143,500 dollari. Come salta fuori 143,500 dollari..? Facile: 100,000 euro x 1,4350 = 143,500 $.

A questo punto immagina che gli dei ti vogliano bene e nel giro di un paio d’ore l’euro si sia apprezzato sul dollaro facendo segnare una quotazione pari a Eur / Usd = 1,4390. Siccome sei felice del risultato e non vuoi sfidare oltre la sorte, decidi di chiudere la posizione ovvero vendi i tuoi 100.000 euro incassando 143,900 dollari (100.000 euro x 1,4390).

Posizione in utile

Già so che hai calcolato l’utile al volo e con tutta probabilità te lo sei già pure speso mentalmente, ma il conto lo dobbiamo fare lo stesso. Sul versante euro siamo ovviamente in pari: 100.000 e 100.000, mentre sul versante dollari abbiamo versato 143,500 dollari all’inizio mentre ne abbiamo incassati 143,900 successivamente. 143,900 – 143,500 = 400 $.

Perfetto, prima di perderti perché impegnato ad aprire un conto presso qualche intermediario tre avvertenze.

La più importante è una constatazione ovvia ma si rivela estremamente salutare ripeterla spesso: gli dei non sempre ti vogliono bene e qualche volta ti odiano. E quando ti odiano è facile che in due ore non solo non incassi i 400 di cui sopra ma ne lasci sul terreno 1000. Quindi sangue freddo e occhio.

La seconda avvertenza è invece tecnica. Dopo che avrai fatto qualche operazione di trading sui tuoi cross preferiti, gli utili e le perdite li calcolerai in modo molto più semplice. Saprai ad esempio che il valore di un punto, che viene chiamato in gergo tecnico pip, ammonta sull’euro dollaro a 10 $.

Quindi non farai altro che moltiplicare i pips che hai guadagnato o perso nella singola operazione per il valore di ciascuno di essi sulla base dell’ammontare che hai negoziato. Nel caso tu sia un recidivo in matematica, tenendo come base l’esempio precedente dei 100.000 euro, se consideriamo 40 pips a 10 $ l’uno otteniamo un totale di 400 $.

L’ultima osservazione è la conseguenza della precedente e riguarda la proporzionalità. E’ infatti del tutto ovvio che se al posto dei 100.000 euro ne negozi un milione devi poi moltiplicare il profitto (o la perdita) per dieci.

Accade però che non sempre le tue aspettative su un dato cross siano positive. Ad esempio potresti benissimo essere convinto che l’euro / yen sia destinato a scendere. Che fare in questo caso…? Si fa quello che viene fatto su tutti gli altri mercati ovvero si aprono…

Posizioni corte sul forex.

Mercato ribassistaSe le tue aspettative sono al ribasso la soluzione più ovvia è quella di vendere euro / yen… e tu potresti domandarmi: “come faccio a vendere qualche cosa che non ho…?” Beh… abbiamo già visto infatti che sul forex l’unico danaro che viene movimentato realmente è quello dei margini, tutto il resto è sostanzialmente virtuale.

Tornando al nostro esempio immagina che la quotazione euro / yen sia pari 105.40. Decidi di entrare sul mercato vendendo 100.000 euro. Ora, posto che i saggi arabi sono soliti affermare: “pagare moneta, vedere cammello” e hanno ragione, ricevi in cambio 10.540.000 yen (100.000 x 105.40).

A questo punto, come di consueto, metti il tuo portafoglio nelle mani degli dei. A seguito di un conciliabolo, riconoscenti per la fiducia, questi fanno in modo che nel giro di un paio d’ore la banca centrale nipponica senta un irresistibile desiderio di intervenire sul mercato acquistando yen.

E quando le banche centrali entrano sul mercato dei cambi, lo abbiamo visto in precedenza, son dolori. La quotazione sull’euro / yen si attesta quindi a 104.40 ovvero il cross si è mosso a tuo favore di 100 pips, 100 punti base in gergo sono una figura. Ma veniamo al momento più piacevole, calcoliamo gli utili.

Come nel caso precedente con gli euro il discorso è semplice, siamo in pari, 100.000 ne hai venduti e 100,000 ne hai riacquistati. Sul versante degli yen invece la musica cambia: ne hai ricevuti inizialmente 10.540.000 e ne restituisci solamente 10.440.000 ovvero te ne tieni in tasca 100.000.

Calcolare profitti e perdite

Ma se vuoi spendere il frutto delle tue fatiche in Italia devi fare anche un passaggio in più. Dato che un euro vale adesso 104.40 yen allora 100.000 yen valgono poco meno di 900 euro. E qual’ora non ti sia chiaro il conteggio ti suggerisco di dare un occhiata alle semplici equazioni che abbiamo visto nel capitoletto dedicato ai cross sul forex.

Come nel capitoletto precedente aggiungiamo infine la solita avvertenza: gli dei, si sa, sono volubili: è vero che puoi fare utili in fretta è altrettanto facile fare perdite. Anzi fare perdite è più facile perché, come accade per ogni gioco d’azzardo, esiste il banco che nel caso del forex si chiama market maker e applica…

Lo Spread denaro lettera.

Spread danaro letteraSe hai già fatto operazioni su un qualunque mercato finanziario conosci già perfettamente l’argomento, quindi salta pure il paragrafo e vai al successivo. Io invece lo devo trattare per forza, questa è una guida introduttiva e sai meglio di me che è necessario conoscerlo.

Se invece non sai cosa sia sia lo spread denaro – lettera e intendi speculare sul mercato delle valute intanto buona fortuna che ne avrai bisogno poi passiamo ai fondamentali. Abbiamo visto in precedenza che per fare trading devi aprire un conto presso un intermediario. Ebbene lo stesso intermediario normalmente ti fornisce anche una piattaforma di trading con cui puoi effettuare le tue operazioni.

E’ del tutto ovvio che nessuno lavora gratis e men che meno sui mercati finanziari. Il market maker non fa eccezione, si comporta come fanno tutti i commercianti ovvero acquista ad un prezzo inferiore rispetto a quello a cui poi vende. Se però consideri che quota prezzi in tempo reale e guardi la cosa dal tuo punto di vista la situazione è all’opposto: il prezzo a cui puoi acquistare è superiore a quello a cui puoi vendere.

Senza fare filosofia questo significa che sul monitor o al telefono, come puoi vedere sopra, l’applicazione che ti viene quotata è composta da due cifre, giusto per dire: .12 / .19: a quella più bassa puoi vendere (.12) a quella più alta puoi invece acquistare (.19). Quindi non appena entri sul mercato sei già sostanzialmente in perdita, di poco, ma in perdita.

Spread danaro lettera grafico

Se prendi come esempio una posizione lunga con l’applicazione di cui sopra acquisterai a .19 e per vedere il minimo utile dovrai aspettare che il mercato si muova a sufficienza perché il market maker faccia almeno uno .20 / .25. Quando questo avviene puoi decidere di chiudere la tua posizione a .20 con un utile di un pip e, ovvio, vale il discorso inverso nel momento in cui apri posizioni ribassiste.

Giunti a questo punto possiamo aggiungere uno degli ultimi tasselli alla nostra descrizione dei fondamentali necessari per speculare sul mercato delle valute, dobbiamo infatti aggiungere che sia in caso di acquisto che in quello di vendita la posizione può essere aperta in diversi modi, in altri termini esistono diverse…

Tipologie di ordini sul mercato delle valute.

Tipologie di ordini sul forexSul forex puoi assumere posizioni lunghe o corte utilizzando diverse tipologie di ordini ed è opportuno che tu li conosca e sappia come funzionano. Perchè..? Facile, innanzitutto devi aver la consapevolezza di quel che fai ma sopratutto possono costituire l’ossatura di operazioni strutturate. Andiamoli quindi a vedere usando la dizione in inglese che è la più diffusa.

  • Il Market order è il più semplice: si tratta banalmente dell’ordine di acquistare o vendere un dato quantitativo di valuta al prezzo corrente di mercato quindi, detto in due parole, si tratta di un ordine in tempo reale.
  • Il Limit order viene invece utilizzato nel momento in cui si voglia acquistare al di sotto o vendere al di sopra rispetto al prezzo che viene quotato in un dato momento. L’ordine viene inserito nei sistemi telematici e, salvo revoca, verrà eseguito solamente se il mercato farà segnare il prezzo indicato. Può tornare utile per chiudere in utile delle posizioni già aperte o per entrare sul mercato a dei livelli che il trader ritiene significativi come ad esempio un doppio massimo o un doppio minimo.

limit order

  • Con lo Stop order è possibile chiedere al market maker di acquistare al di sopra del prezzo di mercato o vendere al di sotto. Anche in questo caso l’ordine rimane pendente finchè non viene revocato o il mercato non fa segnare il prezzo indicato. Può essere usato sia per aprire posizioni su certi livelli ritenuti critici sia per la gestione delle stop loss (che vanno sempre, obbligatoriamente, tassativamente utilizzate, credimi lo dico per il tuo bene).

Stop Order

  • Infine c’è il così detto One cancel the other order. E’ la combinazione di un Limit order e uno Stop order. La particolarità di questa tipologia di ordine è che se ti entra il limit viene contemporaneamente cancellato lo stop e viceversa. Ti può tornare utile nel momento in cui hai in mente un insieme di scenari possibili e non hai tempo di stare davanti al monitor in continuazione a seguire l’evoluzione del mercato.

Ottimo, direi che ci siamo. A questo punto dovresti avere un quadro abbastanza preciso dei principali aspetti legati al trading sul forex. Volevo chiudere qui il post ma una vocina mi ha sussurrato: “..e se poi fa operazioni con orizzonte temporale medio / lungo sul bath tailandese…???” Beh, abbiamo fatto 30, facciamo 31…

Gli interessi attivi e passivi.

Differenziali sui tassiSenza chiedermi il perché, dai per acquisito che quando acquisti una valuta contro un altra, diciamo Dollaro / Yen percepisci automaticamente un tasso di interesse positivo sul dollaro mentre paghi un interesse passivo sullo yen. A quanto ammontano i due tassi…? Diciamo grosso modo a quanto paga il rispettivo stato sui titoli del tesoro.

Quindi per scendere sul pratico se gli Stati Uniti pagano lo 0,25% mentre il Giappone paga uno 0,3% hai un differenziale a favore dello 0,05%, viceversa se vendi. Comunque, la cosa importante è che tale differenziale viene accreditato o addebitato tutte le sere sul tuo conto assieme agli utili e alle perdite della giornata.

Ora nel 99% dei casi il differenziale tassi tra le due valute non ti fa ne caldo ne freddo. La partita te la giochi tutta sui movimenti del cross che stai negoziando.

E’ chiaro che se però operi utilizzando valute altamente instabili di paesi del terzo mondo, dove cambia regime politico ogni due per tre, con differenziali tassi a due cifre e magari tieni pure aperta la posizione per 6 mesi… il discorso cambia.

In questo caso il differenziale tassi può incidere in misura leggera sul risultato finale ma so con matematica certezza che non farai trading su questi cross. Non avrebbe senso, ti si allargherebbero gli spread danaro – lettera quando c’è già rischio tutto il rischio che ti serve sui cross principali. Comunque, per tua conoscenza personale, tieni presente questo aspetto dei tassi di interesse debitori e creditori.



I capitoli di questa guida.

Introduzione al Forex.

Forex: gli aspetti storici.

Le determinanti del mercato delle Valute.

I principali operatori sul forex.

» Il trading sul forex.

Forex: il mercato Spot.

I Currency Forward Rate Agreement

I Currency Futures

Le Currency Options

I Currency Swap

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19/07/2010 alle 14:39
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19/07/2010 alle 16:49

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admin 14/07/2010 alle 21:06

Guadagni poco o nulla per due ragioni. La prima: normalmente come minimo la quotazione te la fanno su 100.000 Usd / Yen. In secondo luogo le variazioni che mi hai riportato sono davvero minimali. Nel primo caso c’è una differenza di 0.036 e nel secondo caso di 0.011. Per avere l’ordine di grandezza solo nella giornata di oggi (14/07/10) la variazione sul dollaro / yen è stata di 1.02. Quindi l’esempio che andiamo a vedere è su variazioni ridottissime. Comunque procediamo tenendo come nominale 100.000 usd / yen.

Il conto da fare è questo: devi sottrarre il prezzo di vendita al prezzo di acquisto moltiplicandoli poi per il capitale nominale investito. Quindi nel primo caso:

(88.5950 – 88.5590) x 100.000 = 3.600 Yen

Dopo di che se non te li vuoi spendere in Giappone devi convertirli in euro. Attualmente l’euro / yen sta a 112,5 ovvero per comprare un euro ci vogliono 112,5 Yen. Questo significa che con 3600 Yen ci compri circa 32 euro ( 3600 / 112,5 = 32 ).

Ripetendo gli stessi identici conti con le altre due quotazioni ottieni:

(88,6090 – 88,598) x 100.000 = 1.100 Yen che divisi per 112,5 ti danno circa 9,7 euro ma, ripeto, si tratta di variazioni davvero minime.

Per farti un esempio più realistico se avessi fatto utili per la metà della variazione di oggi con lo stesso capitale nominale parleremmo di circa 450 euro. Considerando che per fare un trade di questo tipo normalmente ti chiedono un margine di 1000 euro ecco che penso puoi cominciare a cogliere il quadro della situazione (e, ovvio, il discorso vale sia con gli utili che con le perdite).

Spero che la spiegazione sia stata chiara e che ti possa essere utile.

roberto 12/07/2010 alle 23:14

potrei avere un esempio pratico di come si calcola il profit o il loss sul cross USD/JPY .Se ho acquistato 10ooo al prezzo di 88,5590 e rivenduto a 88,5950 quanto praticamente ho guadagnato?Se invece ho acquistato sempre 10000 a 88,598 e rivenduto a 88,6090 cosa ho realizzato?GRAZIE

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