Forex: un po’ di storia.

Forex: un po’ di storia.

02/06/2010

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1. Il mercato dei cambi nel mondo antico 2. Il mercato dei cambi nell’era moderna 3. Gli accordi di Bretton Woods 4. L’introduzione dell’euro

Il mercato dei cambi nel mondo antico.

CommercioIl mercato dei cambi è il mercato finanziario più antico tra tutti. Il che è ovvio. Esiste da quando mercanti di paesi diversi dotati ciascuno di cammelli e di moneta propria si sono trovati di fronte a due problemi abbastanza elementari ovvero quale valuta utilizzare nei propri scambi e quale tasso di cambio applicare nella specifica transazione.

All’apparenza la cosa era semplice. Nell’antichità infatti, il valore di una moneta era determinato dalla quantità di oro che conteneva. La determinazione del tasso di cambio era pertanto banale: bastava fare le proporzioni.

Ma quando c’è di mezzo il vil danaro, si sa, anche le cose semplici diventano complesse. C’era infatti chi provava a fare il furbo allungando il brodo. Metteva si dell’oro nella moneta ma incidentalmente, sottobanco, ci aggiungeva anche altri metalli per fare in modo che sembrasse più pesante.

Il problema a questo punto si faceva serio. Perché va bene fare uno sconto sui cammelli, ma fare la figura del fesso incassando la metà del loro valore, non fosse altro per principio, direi proprio di no. Pare che il primo ad imbattersi nel problema sia stato il re di Siracusa Gerone II.

Gerone-Archimede-e-la-coronaSi racconta che il re, dopo aver messo a disposizione di un orefice dell’oro e avergli commissionato una corona, non fosse pienamente convinto del lavoro dell’artigiano. La corona appariva infatti forgiata con il nobile metallo ma, secondo il noto adagio, il re aveva il fastidioso sospetto che non fosse tutto oro quel che luccicava.

Per dirimere la questione ricorse pertanto al noto scienziato siracusano Archimede, il quale dopo aver pensato e ripensato a come risolvere la faccenda, se ne venne fuori addirittura con il teorema che definisce i rapporti tra i liquidi e gli oggetti solidi che vi sono immersi noto, appunto, come principio di Archimede.

Ora potrei fermarmi ma se hai letto fin qui, vuoi ovviamente sapere come va a finire. Ebbene effettuati i debiti esperimenti saltò fuori che il re aveva ragione, l’artigiano aveva effettivamente allungato il brodo. Il che consentì di dimostrare anche un secondo importante teorema ovvero: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Conseguenze per l'oreficeIl povero orefice, per parte sua, viste le conseguenze personali che dovette affrontare (a quei tempi non si andava tanto per il sottile sopratutto se tentavi di truffare il re) non deve essere stato molto contento di questi passi in avanti nello studio della fisica e delle relazioni umane. Ma lasciando il nostro orefice al suo destino, andiamo avanti e vediamo…

Il mercato dei cambi nell’era moderna.




Parità con l'oroSaltando un po’ di secoli e cercando di farla breve che non vogliamo diventare degli storici ma semplicemente dei trader con un filo di cultura alle spalle arriviamo dritti dritti a fine ‘800 in cui l’Inghilterra prima e a seguire tutti i principali stati del mondo adottarono la parità della propria valuta con l’oro.

Che significa..? Beh, è semplice. Significa che la banca centrale di ciascun paese assumeva l’impegno formale di convertire in oro a chiunque ne facesse richiesta, le banconote in precedenza emesse. Quindi, almeno ufficialmente, non avendo nulla di meglio da fare tu avresti potuto recarti presso lo sportello della banca centrale, mettere sul banco delle banconote e richiederne il controvalore in oro.

Ma come ben sai, quando si assumono degli impegni ci sono sempre dei vantaggi e degli svantaggi. Lo svantaggio è ovvio: la banca centrale teoricamente non avrebbe potuto stampare più danaro del controvalore in oro a sua disposizione e il controvalore sarebbe potuto aumentare solamente trovando una nuova miniera.

Il vantaggio invece, semplificando un po’ le cose, deriva dalla proprietà transitiva. Se da una valuta puoi passare all’oro e con l’oro ne puoi acquistare una seconda allora il tasso di cambio di fatto è fisso e viene deciso dalle due banche centrali.

A vederlo così il sistema non è male, è seducente, fila liscio, è razionale ed ha il vantaggio di dare alle banche centrali anche l’opportunità di gestire a piacimento la politica monetaria. Ma quando le cose sono belle in astratto hanno tipicamente la spiacevole caratteristica di non cogliere le sfaccettature imprevedibili della realtà concreta.

Il mercato dei cambi non ha fatto naturalmente eccezione. Infatti nella realtà concreta quando la spesa pubblica sale gli stati hanno l’irrefrenabile tentazione di fare un giochetto simile a quello dell’orefice di cui sopra: stampare più moneta di quella che può essere garantita dalle riserve auree.

inflazione

Ora ad una massaia che va fare la spesa tutti i giorni non cambia nulla, ma sul mercato dei cambi ci sono degli operatori professionisti che con il passare del tempo si accorgono se è stata stampata più moneta di quella che la banca centrale può garantire con il proprio oro.

E quando se ne accorgono sono dolori perché nei primi 30 secondi sanno che a ciascuna banconota corrisponde meno oro di quanto dichiarato attualmente dalla banca centrale e nei trenta successivi sono di fronte allo sportello a farsi cambiare la valuta in oro al tasso corrente. Normalmente il gioco dura un po’ finché la banca centrale non svaluta la propria divisa o abbandona la parità.

A questo punto se fai mente locale sui primi decenni del novecento puoi contare facilmente due guerre mondiali e una grande depressione, ovvero momenti in cui i diversi stati hanno visto crescere la spesa pubblica in modo enorme. Al che ti saranno chiare le motivazioni per cui, periodicamente, la parità veniva abbandonata da uno o più stati.

Svalutazione della moneta

Ma gli uomini sono fatti così e quando il meccanismo appare molto logico, quasi perfetto non viene abbandonato facilmente. L’idea di avere un mercato dei cambi ordinato e perfettamente sotto controllo era troppo seducente per non essere riproposta fu così che i grandi della terra ci riprovarono con…




Gli accordi di Bretton Woods.

Bretton WoodsGli accordi di Bretton Woods sono stati stipulati dopo la seconda guerra mondiale e prevedevano diverse cose tra cui la creazione di istituzioni come la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Per quel che riguarda il nostro discorso sul forex invece riproponevano in buona sostanza il modello della parità con l’oro con un nuovo intermediario.

Chi era l’intermediario…? L’intermediario era il dollaro a cui venivano agganciate sulla base di un rapporto fisso tutte le altre valute e a sua volta la banca centrale americana, la Federal Reserve, garantiva la parità tra il dollaro e l’oro.

Parità-dollaro-oro-altre-valute []

Per farla breve la cosa funzionò per un certo periodo, fino al 1971, poi venne abbandonata: gli Stati Uniti stavano infatti affrontando in quel periodo la guerra del Vietnam, gli indicatori macroeconomici come accade spesso in queste occasioni cominciavano a dare segni di instabilità e onde evitare il giochetto che hai letto sopra, abbandonarono la parità.

Dopo questa ennesima esperienza in linea di massima il concetto fu chiaro e non ci furono ulteriori tentativi. Le barriere alla negoziazione delle valute vennero da allora in avanti progressivamente rimosse ed il mercato dei cambi anche grazie agli sviluppi delle tecnologie informatiche si è affermato nel tempo come il mercato più liquido al mondo. Oggi i valori dei cross sul forex sono determinati semplicemente dalle dinamiche della domanda e dell’offerta.

Il processo di introduzione dell’euro.

Simbolo EuroAbbiamo fatto 30 e quindi, a questo punto, facciamo 31. Concludiamo il post parlando del processo di introduzione dell’euro in cui i tassi di cambio delle nazioni coinvolte sono stati fissi per un certo periodo. Ovviamente fissi per modo di dire…

Il risultato di questo tentativo infatti è stato lo stesso ottenuto nei casi precedenti. In due parole le valute più deboli sono andate sotto attacco speculativo e i paesi coinvolti hanno dovuto alla fine, dopo aver subito ingenti perdite sul mercato, deprezzare le rispettive divise.

Ma fermiamoci qui che troppa cultura fa male e per poter approfondire ulteriormente queste tematiche dovremmo parlare di inflazione, tassi di interesse, occupazione, domanda e offerta, modello IS/LM ecc.

In buona sostanza dovremmo tirare fuori dal cassetto il libro di macroeconomia e su un articolo introduttivo al forex non mi sembra proprio il caso. Vediamo invece una cosa più interessante e più utile ai fini del trading ovvero quali sono gli elementi che danno origine al mercato delle valute.




Gli altri capitoli della guida:

Introduzione al Forex

» Forex: gli aspetti storici.

Le determinanti del mercato delle Valute.

I principali operatori sul forex.

Il forex trading.

Forex: il mercato Spot.

I Currency Forward Rate Agreement

I Currency Futures

Le Currency Options

I Currency Swap

Risorse esterne:

In questa pagina web puoi trovare approfondimenti relativi la storia del forex sopratutto in epoca moderna. A partire dagli anni 50 vengono analizzati lo Smithsonian Agreement gli accordi del Plaza, gli accordi di Maastricht con i grafici dei movimenti sui cross coinvolti.

Pagina Web che analizza in modo abbastanza approfondito il periodo che va dagli anni 50 agli anni 90.

Qui dicono più o meno le stesse cose che hai già letto qui ma le dividono per periodi storici. A livello schematico può tornarti utile.

Approfondimento su Wikipedia dedicato al Sistema Monetario Europeo.

In questo documento in Power Point puoi trovare approfondimenti in merito all’unione monetaria Europea con considerazioni che arrivano quasi fino ai giorni nostri (attenzione è desunto da lezioni universitarie di macroeconomia… quindi solo per gli estimatori del genere…)

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